E’ tempo di cambiare CMP, ma prima meglio approfondire un po’…

  • Perchè una CMP e a cosa serve
  • Scegliere la cmp sbagliata. O quella giusta.
  • Integrare nel modo migliore una CMP
  • Impatto sui core web vitals
  • PubConsent: come fa la differenza (case histories)

  • Perchè una CMP e a cosa serve

 

Partiamo da un assunto: ogni sito web in Europa deve avere una CMP se raccoglie e profila dati in qualsiasi modo. Che sia per erogare advertising, per analizzare i flussi di customer journey di un ecommerce, o per ritargettizzare gli utenti che hanno abbandonato la prenotazione di un viaggio… una soluzione di Consent Management è obbligatoria dall’introduzione del GDPR.

La parte visibile è piuttosto basica: all’utente viene proposto un cookie banner in cui gli si chiede di accettare (o meno) che il Publisher utilizzi i suoi dati per alcune, specifiche, finalità.

La parte invisibile di una CMP invece è più complessa: le preferenze espresse dall’utente sulla possibilità o meno di usare i cookies vengono rese disponibili, nel caso dell’utilizzo in ambito advertising, alle SSP che poi si occuperanno di “riempire” gli spazi pubblicitari visibili da quell’utente con i banner più appropriati.

Purtroppo, oltre all’obbligatorietà dell’averla, c’è anche un altro elemento oggettivo dal quale un publisher non può non partire: una CMP è un elemento in più in pagina, con un suo peso e un certo numero di chiamate effettuate, e questo non può non avere un impatto sul Page Speed.

Questo Impatto può essere molto pesante, o molto (MOLTO) leggero, a seconda di alcuni parametri. Vediamo quali.

 

  • Scegliere la CMP sbagliata, o quella giusta.

 

Il primo elemento da considerare nella scelta di una CMP, che non diventi un elemento di rallentamento mastodontico per il sito, è il suo peso in KB.

Qui le differenze tra i vari prodotti sono molte e di varia natura, noi ci limitiamo ad una comparazione tra script

I valori sono espressi in kb, misurazioni interne eseguite dal team PubTech  

Le motivazioni sono diverse, alcune riguardano le tecnologie alla base delle singole CMP esaminate, altre sono legate alla scelta di creare prodotti più “trasversali”. 

PubConsent è nata pensando solo agli Editori Digitali (non funzionerebbe bene, nella versione attuale, su un ecommerce) e tenendo in mente sempre lo stesso mantra: VELOCITA’ VELOCITA’ VELOCITA’.

 

  • Integrare nel modo migliore una CMP

Scegliere la CMP più leggera è il primo passo verso un sito scattante (quasi) come lo era prima del GDPR, ma una enorme differenza la fa anche il come questa viene implementata.

Elenchiamo qui alcuni accorgimenti per far sì che l’integrazione sia ottimale, ma vi diciamo anche che potete non perdere tempo: PubConsent ha tutte queste impostazioni by default. Basta cliccare qui per registrarsi e iniziare a misurare la differenza.

 

Dicevamo dei trick di ottimizzazione…

a- Caricamento on demand

Sia quando l’utente deve ancora prestare il consenso, sia quando lo ha già dato e sta navigando altre pagine del sito, una CMP ottimizzata (come PubConsent) eseguirà solo le funzioni strettamente necessarie a fornire a tutti i partner le informazioni richieste. Questo porta benefici perchè il codice javascript viene eseguito in pochissimo tempo liberando spazio per le altre risorse in pagina.

 

b – Preconnect: 

I browser offrono la possibilità di usare il preconnect per sfruttare dei tempi vuoti per stabilire una connessione tra l’utente e il server, anche per il caricamento di una CMP. Questo velocizza il caricamento della risorsa, poiché la connessione è già stabilita.

 

c – Utilizzo di font standard:

Il caricamento di un font custom introduce delle operazioni aggiuntive al browser e può spostare elementi durante la visualizzazione della pagina una volta caricato il font. L’utilizzo di font standard è una soluzione altamente consigliata.

 

d – Utilizzo del CSS del sito:

Troppo CSS può rallentare e impattare sulle performance. PubConsent utilizza una UI auto-adattiva, al fine di  limitare al massimo la creazione di nuovi stili e rendere la UI della CMP capace di adattarsi in modo dinamico al sito in cui viene integrata.

 

Una CMP può impattare anche sui core web vitals? Altrochè. 

Tutte le CMP impattano perché costituiscono un elemento “di peso” nel loading della pagina.

C’è da fare particolare attenzione ad un dettaglio quando si sceglie la propria: ce ne sono alcune (furbe) che hanno realizzato il loro script in modo da essere ignorato da Lighthouse o strumenti simili. Molto figo, ma serve? No. Perché poi l’impatto sulla navigazione c’è, al di là del numeretto verde che può essere più o meno vicino al 100.

 

Tratteremo l’impatto dei una CMP su ogni KPI dei Core Web Vitals in un prossimo articolo

 

  • PubConsent: una case history

Prima di chiudere, uno dei tanti Publishers ad aver integrato PubConsent come soluzione CMP.

DailyNews24.it è un editore di news locali.

Prima dell’integrazione di PubConsent il tempo medio di caricamento pagina era superiore ai 12.5 secondi.

Con l’integrazione di PubConsent il load time è sceso ad una media di 9 secondi.

 

Questo è uno dei risultati che ci rendono più fieri, ma le centinaia di integrazioni di PubConsent oggi sul web ci parlano di una media di risparmio sul load time di circa 1.2 secondi.

Un risultato straordinario, con effetti immediati su posizionamento SEO, monetizzazione, customer journey e ogni altri KPI fondamentale!